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IPSOA Quotidiano - News su Fisco
Nonostante la legge delega di riforma fiscale ambisse ad un nuovo modello organizzativo del sistema nazionale della riscossione, il decreto attuativo si limita ad un (più modesto) riordino della disciplina vigente, che non tocca l’attuale anacronistico sistema duale, in base al quale l’Agenzia delle Entrate affida i propri carichi all’Ente pubblico della riscossione, che si incarica delle relative attività di recupero. Eppure, aggregare in capo al soggetto creditore anche la titolarità delle funzioni esattive produrrebbe molti effetti desiderabili. Ad esempio, renderebbe più semplice il rispetto da parte dei contribuenti di disposizioni, come quella applicabile a decorrere dal 1° luglio scorso, che preclude la compensazione dei crediti fiscali in presenza di carichi affidati agli agenti della riscossione, non sempre tempestivamente conoscibili dai privati. Quali sono gli altri effetti?
L’autonomia differenziata determina un aumento dei servizi, ovvero delle spese pubbliche, affidati alla responsabilità politica e legislativa delle Regioni, nonché all’attività amministrativa delle relative autorità locali, Città metropolitane, Province, Comuni e altri organismi del governo locale. Non ne deriverà necessariamente una modifica del sistema fiscale complessivo, ma qualche spinta all’aumento della pressione fiscale non va esclusa, se non altro per l’ulteriore complessità che essa introduce nell’attuale quadro della governance della finanza pubblica. Infatti, la legge 26 giugno 2024, n. 86 distingue le 23 materie gestibili in autonomia differenziata tra quelle soggette a Lep - Livelli essenziali delle prestazioni - e quelle non soggette, e alla loro attuazione, che, in vari campi e in ampie porzioni del Paese sarà molto costosa, con un conseguente inasprimento della pressione fiscale. Ma non dimentichiamo che la legge sul federalismo fiscale prevede la definizione dei Lep e non è ancora caduta nel dimenticatoio: perché il PNRR (Missione 1, componente 1, riforma 1.14, “riforma del quadro fiscale subnazionale”) richiede di completare il federalismo fiscale come da essa prospettato, in particolare assegnando le risorse alle amministrazioni locali sulla base di criteri oggettivi e, comprensibilmente, migliorando la dotazione di strumenti tributari di Regioni a statuto ordinario, Città metropolitane e Province. Per questo aspetto, la parola passa alla riforma tributaria…
Il decreto attuativo della riforma fiscale in materia di sanzioni (D.Lgs. n. 87/2024) ha, tra le altre cose, modificato il ravvedimento operoso. In particolare, con effetto, dalle violazioni commesse a partire dal 1° settembre 2024, si assiste a una generale ridefinizione verso il basso delle sanzioni con una conseguente ripercussione sull’eventuale ravvedimento. Resta però confermata la vecchia disciplina per le violazioni commesse in precedenza anche se ravvedute dopo tale data. Pertanto, occorre prestare molta attenzione alle tempistiche.
Con D.M. 15 luglio 2024, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18 luglio 2024, il Ministero dell’Economia e delle finanze ha approvato la nota metodologica alla base del software di calcolo del reddito dei contribuenti forfetari per l’accordo preventivo con il Fisco. La proposta di concordato è elaborata sulla base della metodologia approvata, utilizzando i dati indicati dal contribuente nella dichiarazione dei redditi e le informazioni desunte dalle banche dati relative agli ISA, anche relative ad annualità pregresse. Ai fini delle rivalutazioni prospettiche della proposta di concordato sono utilizzate le proiezioni macroeconomiche di crescita del PIL elaborate dalla Banca d’Italia.
Il Ministro dell’Economia e delle Finanze On. Giancarlo Giorgetti in audizione presso la Commissione parlamentare per l’attuazione del Federalismo Fiscale ha evidenzito come il federalismo rappresenti l’occasione per definire compiuti meccanismi perequativi basati su capacità fiscali e fabbisogni standard che potranno consentire sia di completare la parte “simmetrica”, sia avviare quella di tipo “asimmetrico”.
Con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 20 maggio 2024 pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 18 luglio 2024 riguardante l’individuazione degli uffici territoriali del Ministero dell'economia e delle finanze e definizione dei relativi compiti è stato stabilito che gli uffici di segreteria delle Corti di giustizia tributaria sono organi locali del Ministero dell'economia e delle finanze e dipendono organicamente dal Dipartimento della giustizia tributaria, che svolge le funzioni di coordinamento, indirizzo e controllo sulle attività degli stessi.
Con dei pronto ordini pubblicati in data 19 luglio 2024, il CNDCEC ha fornito chiarimenti sulla professione. I Commercialisti hanno evidenziato che il Ministero dell’Università non ha inteso ammettere la possibilità contenuta nell’ultimo decreto c.d. “milleproroghe” di prevedere lo svolgimento del tirocinio secondo modalità diverse da quelle ordinarie, avendo disposto modalità in deroga a quelle ordinarie solo per lo svolgimento dell’esame di Stato.
Con comunicato stampa del 19 luglio 2024 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha evidenziato che i comuni interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 – che non hanno ancora trasmesso i dati relativi alle minori entrate per l’applicazione dell’esenzione dal canone unico patrimoniale (CUP) per gli anni 2023 e 2024 – possono ancora trasmetterli entro il 16 settembre 2024.
Con parere correttivo sull’atto del Governo n. 170 riguardante lo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di regime di adempimento collaborativo e semplificazione degli adempimenti tributaria la 5ª Commissione permanente ha rappresentato la necessità di valutare la possibilità di posticipare fino al 15 settembre prossimo, o comunque ad altra data che si ritenga opportuna, il versamento della quinta rata della definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione, allo stato previsto per il prossimo 31 luglio 2024, in considerazione della contestuale scadenza di altri adempimenti fiscali.
Lo split payment è stato confermato (forse per l’ultima volta) fino al 30 giugno 2026. Tuttavia, per onorare l’impegno di eliminare gradualmente la misura speciale, l’Italia ha previsto che a decorrere dal 1° luglio 2025 le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate a favore delle società quotate in borsa incluse nell’indice FTSE MIB non saranno più comprese nel campo di applicazione della misura. I soggetti passivi interessati dalla riduzione dell’ambito di applicazione disporranno così di tempo sufficiente per introdurre gli opportuni aggiustamenti operativi; le autorità fiscali italiane potranno invece monitorare l’efficacia della misura speciale e valutare adeguatamente eventuali alternative possibili. Anche il reverse charge è stato prorogato fino a fine 2026. Le due misure derogatorie verranno prorogate?
Nonostante la legge delega di riforma fiscale ambisse ad un nuovo modello organizzativo del sistema nazionale della riscossione, il decreto attuativo si limita ad un (più modesto) riordino della disciplina vigente, che non tocca l’attuale anacronistico sistema duale, in base al quale l’Agenzia delle Entrate affida i propri carichi all’Ente pubblico della riscossione, che si incarica delle relative attività di recupero. Eppure, aggregare in capo al soggetto creditore anche la titolarità delle funzioni esattive produrrebbe molti effetti desiderabili. Ad esempio, renderebbe più semplice il rispetto da parte dei contribuenti di disposizioni, come quella applicabile a decorrere dal 1° luglio scorso, che preclude la compensazione dei crediti fiscali in presenza di carichi affidati agli agenti della riscossione, non sempre tempestivamente conoscibili dai privati. Quali sono gli altri effetti?
L’autonomia differenziata determina un aumento dei servizi, ovvero delle spese pubbliche, affidati alla responsabilità politica e legislativa delle Regioni, nonché all’attività amministrativa delle relative autorità locali, Città metropolitane, Province, Comuni e altri organismi del governo locale. Non ne deriverà necessariamente una modifica del sistema fiscale complessivo, ma qualche spinta all’aumento della pressione fiscale non va esclusa, se non altro per l’ulteriore complessità che essa introduce nell’attuale quadro della governance della finanza pubblica. Infatti, la legge 26 giugno 2024, n. 86 distingue le 23 materie gestibili in autonomia differenziata tra quelle soggette a Lep - Livelli essenziali delle prestazioni - e quelle non soggette, e alla loro attuazione, che, in vari campi e in ampie porzioni del Paese sarà molto costosa, con un conseguente inasprimento della pressione fiscale. Ma non dimentichiamo che la legge sul federalismo fiscale prevede la definizione dei Lep e non è ancora caduta nel dimenticatoio: perché il PNRR (Missione 1, componente 1, riforma 1.14, “riforma del quadro fiscale subnazionale”) richiede di completare il federalismo fiscale come da essa prospettato, in particolare assegnando le risorse alle amministrazioni locali sulla base di criteri oggettivi e, comprensibilmente, migliorando la dotazione di strumenti tributari di Regioni a statuto ordinario, Città metropolitane e Province. Per questo aspetto, la parola passa alla riforma tributaria…
Il decreto attuativo della riforma fiscale in materia di sanzioni (D.Lgs. n. 87/2024) ha, tra le altre cose, modificato il ravvedimento operoso. In particolare, con effetto, dalle violazioni commesse a partire dal 1° settembre 2024, si assiste a una generale ridefinizione verso il basso delle sanzioni con una conseguente ripercussione sull’eventuale ravvedimento. Resta però confermata la vecchia disciplina per le violazioni commesse in precedenza anche se ravvedute dopo tale data. Pertanto, occorre prestare molta attenzione alle tempistiche.
Con D.M. 15 luglio 2024, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18 luglio 2024, il Ministero dell’Economia e delle finanze ha approvato la nota metodologica alla base del software di calcolo del reddito dei contribuenti forfetari per l’accordo preventivo con il Fisco. La proposta di concordato è elaborata sulla base della metodologia approvata, utilizzando i dati indicati dal contribuente nella dichiarazione dei redditi e le informazioni desunte dalle banche dati relative agli ISA, anche relative ad annualità pregresse. Ai fini delle rivalutazioni prospettiche della proposta di concordato sono utilizzate le proiezioni macroeconomiche di crescita del PIL elaborate dalla Banca d’Italia.
Il Ministro dell’Economia e delle Finanze On. Giancarlo Giorgetti in audizione presso la Commissione parlamentare per l’attuazione del Federalismo Fiscale ha evidenzito come il federalismo rappresenti l’occasione per definire compiuti meccanismi perequativi basati su capacità fiscali e fabbisogni standard che potranno consentire sia di completare la parte “simmetrica”, sia avviare quella di tipo “asimmetrico”.
Con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 20 maggio 2024 pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 18 luglio 2024 riguardante l’individuazione degli uffici territoriali del Ministero dell'economia e delle finanze e definizione dei relativi compiti è stato stabilito che gli uffici di segreteria delle Corti di giustizia tributaria sono organi locali del Ministero dell'economia e delle finanze e dipendono organicamente dal Dipartimento della giustizia tributaria, che svolge le funzioni di coordinamento, indirizzo e controllo sulle attività degli stessi.
Con dei pronto ordini pubblicati in data 19 luglio 2024, il CNDCEC ha fornito chiarimenti sulla professione. I Commercialisti hanno evidenziato che il Ministero dell’Università non ha inteso ammettere la possibilità contenuta nell’ultimo decreto c.d. “milleproroghe” di prevedere lo svolgimento del tirocinio secondo modalità diverse da quelle ordinarie, avendo disposto modalità in deroga a quelle ordinarie solo per lo svolgimento dell’esame di Stato.
Con comunicato stampa del 19 luglio 2024 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha evidenziato che i comuni interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 – che non hanno ancora trasmesso i dati relativi alle minori entrate per l’applicazione dell’esenzione dal canone unico patrimoniale (CUP) per gli anni 2023 e 2024 – possono ancora trasmetterli entro il 16 settembre 2024.
Con parere correttivo sull’atto del Governo n. 170 riguardante lo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di regime di adempimento collaborativo e semplificazione degli adempimenti tributaria la 5ª Commissione permanente ha rappresentato la necessità di valutare la possibilità di posticipare fino al 15 settembre prossimo, o comunque ad altra data che si ritenga opportuna, il versamento della quinta rata della definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione, allo stato previsto per il prossimo 31 luglio 2024, in considerazione della contestuale scadenza di altri adempimenti fiscali.
Lo split payment è stato confermato (forse per l’ultima volta) fino al 30 giugno 2026. Tuttavia, per onorare l’impegno di eliminare gradualmente la misura speciale, l’Italia ha previsto che a decorrere dal 1° luglio 2025 le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate a favore delle società quotate in borsa incluse nell’indice FTSE MIB non saranno più comprese nel campo di applicazione della misura. I soggetti passivi interessati dalla riduzione dell’ambito di applicazione disporranno così di tempo sufficiente per introdurre gli opportuni aggiustamenti operativi; le autorità fiscali italiane potranno invece monitorare l’efficacia della misura speciale e valutare adeguatamente eventuali alternative possibili. Anche il reverse charge è stato prorogato fino a fine 2026. Le due misure derogatorie verranno prorogate?