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  1. Superare la regola dell’unanimità nel processo decisionale in alcuni settori della politica fiscale dell’UE a favore del voto a maggioranza qualificata: è l’invito della Commissione UE agli Stati membri e al Parlamento europeo. Il passaggio al voto a maggioranza qualificata consentirebbe di attuare proposte rimaste bloccate per anni e di evitare gli ingenti costi connessi ai ritardi. Ad esempio, l’approvazione della proposta di direttiva che introduce misure per il funzionamento del sistema dell’IVA definitivo potrebbe ridurre l’evasione fiscale; la proposta per una base imponibile comune consolidata consentirebbe di accrescere gli investimenti all’interno dell’Unione europea; la proposta che prevede un’imposta sulle transazioni finanziarie determinerebbe 57 miliardi di entrate annue; 5 miliardi di gettito potrebbero, invece, arrivare dall’introduzione dell’imposta sui servizi digitali.
  2. La mancata iscrizione al VIES costituisce una violazione formale e non sostanziale. Pertanto, anche in assenza dell’iscrizione è possibile effettuare transazioni con soggetti non residenti. È questo l’inaspettato, ma atteso, chiarimento reso dall’Agenzia delle Entrate, che pone così fine ad una delle questioni di maggiore interesse per gli operatori del settore.
  3. Per gli investimenti in beni materiali strumentali è ammessa la possibilità di cumulare l’iperammortamento con la mini IRES. L’unico limite è che il cumulo delle agevolazioni non deve eccedere il costo sostenuto. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate in risposta ad alcuni quesiti. Sempre in tema di iperammortamento e di corretta quantificazione dell’ammontare degli investimenti complessivi ai quali parametrare la misura della maggiorazione figurativa del costo di acquisizione, l’Agenzia ha precisato che, a tal fine, occorre considerare solo gli investimenti effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2019.
  4. Le rettifiche da transfer pricing non possono configurare il reato di dichiarazione infedele ma possono invece essere ricondotte al reato di dichiarazione fraudolenta. È questo uno dei chiarimenti resi dalla Guardia di Finanza in risposta ad alcuni quesiti.
  5. La copia analogia della fattura può essere consegnata anche al cliente soggetto passivo IVA, ma in tal caso, il documento non ha alcuna rilevanza fiscale. In termini operativi ciò significa che per poter detrarre l’IVA e dedurre il costo ai fini delle imposte dirette è necessario reperire il documento elettronico. È questo uno dei chiarimenti resi dall’Agenzia delle Entrate in risposta ad alcuni quesiti in materia di fatturazione elettronica. Diversamente, ha precisato l’Agenzia, nel caso di rapporti B2C il documento analogico fornito al cliente che ha richiesto la fattura elettronica ha validità fiscale.