La storia dell'Ordine

La storia dell'Ordine dei Commerciialisti
 
Le tracce più antiche di annotazioni di carattere contabile sono costituite dalle tavolette di argilla usate dai Sumeri. Fin dagli albori della storia umana, quindi, si avvertì la necessità di annotare fatti di interesse commerciale e finanziario. In epoca moderna, nel 1494 il matematico padre Luca Pacioli pubblicò la sua Summa de arithmetica, geometria, proportioni et proportionalità dove per la prima volta si espose il metodo della partita doppia. Nel 1581 viene istituito a Venezia il “Collegio de' Rasonati”. Nel 1620 in Piemonte si istituiscono i “liquidatori giurati” ed a Milano nel 1742 nascono i "Ragionati". Nel 1828 nel Lombardo-Veneto vengono riconosciuti i "ragionieri revisori" e nel 1836 negli Stati Pontifici nasce la professione di "pubblico ragioniere". Nel 1906 il Regno d'Italia riconobbe ai Ragionieri lo status di libero professionista.
La storia della professione di Dottore Commercialista è strettamente intrecciata con quella della istituzione in Italia della laurea in Economia e Commercio. Gli studi economico-aziendali non hanno avuto in Italia un riconoscimento a livello universitario fino al 1868 quando viene fondata la Scuola Superiore di Commercio di Venezia. Successivamente sorgono nel 1884 la Scuola Superiore d’applicazione di studi commerciali di Genova e nel 1886 la Scuola Superiore di Commercio di Bari. Nel 1902 viene fondata l'Università Commerciale di Milano su iniziativa di Ferdinando Bocconi. Nel 1906 vengono fondate la Scuola Superiore di Commercio di Torino e l’Istituto Superiore di studi commerciali di Roma. Tali istituti erano in realtà delle scuole di specializzazione per ragionieri e non rilasciavano titoli di studio con valore legale. La strada era comunque segnata: nel 1903 alle scuole Scuole Superiori di Commercio venne consentito di rilasciare un diploma speciale di laurea. Nel 1906 tale prerogativa venne concessa anche alla Bocconi. Nel 1913 vennero riconosciuti alle Scuole Superiori di Commercio ed alla Bocconi “grado e dignità universitaria”. Nel 1924 il "Testo Unico" sull’ordinamento degli istituti superiori di scienze economiche riconobbe dignità universitaria agli studi economico-aziendali. Nel 1935 agli Istituti Superiori venne concesso di trasformarsi in Facoltà universitarie.
 
I diplomati degli Scuole Superiori di Commercio e della Bocconi che non trovarono impiego nell'impresa privata cominciarono ben presto ad offrirsi sul mercato come consulenti d'impresa. Tale situazione creò ben presto dei contrasti con gli Ordini degli Avvocati e con i Collegi dei Ragionieri. Da un lato gli Avvocati non vedevano di buon occhio la concorrenza di altri professionisti che, sebbene sprovvisti di un albo professionale, erano dotati di una formazione universitaria. I Ragionieri, d'altronde, avrebbero desiderato che i nuovi diplomati delle Scuole Superiori si iscrivessero agli esistenti Collegi. I diplomati delle Scuole Superiori, dal loro canto, tenevano molto a distinguersi dai Ragionieri desiderando far valere la propria superiore formazione accademica. Un momento fondamentale per la nascente professione si ebbe nell'anno 1913. In quell'anno, infatti, la Camera di commercio di Milano incluse nell'elenco dei curatori fallimentari autorizzati dei laureati dell’Università Bocconi. Il Collegio dei ragionieri di Milano pretese, a questo punto, il rispetto anche da parte dei laureati delle regole sul praticantato stabilite nel 1906 per i ragionieri liberi professionisti. I ragionieri inoltrarono quindi un ricorso al Consiglio di Stato invocando la violazione dell’articolo 24 dello Statuto Albertino. Nello stesso anno (1913) il Consiglio di Stato decise la questione stabilendo che “gli studi posteriori e superiori cui si assoggettavano i laureati in scienze economiche e commerciali erano equiparabili a due anni di praticantato”.
 
 
Nel 1929 venne emanato un regolamento che disciplinò per la prima volta la professione degli "esercenti in materia di economia e commercio". Il contemporaneo regolamento riservato alla professione di ragioniere riconobbe alle due categorie pari dignità ed uguali competenze. Nella diatriba fra diplomati e laureati il governo si mantenne completamente neutrale. Nel 1953 i nuovi ordinamenti professionali riprodussero la precedente situazione: due professioni distinte (una per i laureati e l'altra per i diplomati) con identiche competenze. In compenso venne introdotto ufficialmente il titolo professionale di "dottore commercialista".
Nascita dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili [modifica]
Nel 2005 viene approvato un nuovo ordinamento professionale. Viene deciso che, a decorrere dal 1 gennaio 2008, sarà istituito un nuovo Ordine Professionale cui avranno accesso esclusivamente laureati previo tirocinio professionale ed esame di stato. Gli iscritti al soppresso Collegio dei Ragionieri vengono ammessi al nuovo ordine fino ad esaurimento. Il presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) è Claudio Siciliotti, con mandato dal 01/01/2009 al 31/12/2012.